Recap 2024 Settembre

Ciao pensatori, per molte persone il "nuovo inizio" coincide con gennaio, l'inizio dell'anno solare. Altre persone però rimangono inevitabilmente influenzate dagli anni scolastici, complici le ferie estive, e vedono settembre come un punto di partenza per i nuovi obiettivi. Così colgo l'occasione per fare un recap delle mie letture da gennaio ad agosto 2024! Il mio obiettivo di lettura è sempre di 36 libri l'anno (semplicemente perché 36 / 12 = 3). Come al solito sono indietro sulla tabella di marcia, ma non ne faccio un problema. La lettura non è una competizione a chi legge di più, mi piace però tenere traccia di quello che leggo per fare un'analisi mia. Se leggo poco, spesso significa che ho altri pensieri per la testa. Durante febbraio e marzo, ad esempio, mentre scrivevo la tesi, le letture sono passate in secondo piano, e un blocco del lettore ha rallentato ulteriorme...

Stai zitta - Michela Murgia

Ciao pensatori,
quest'anno per la Giornata Internazionale della Donna vi parlo di Stai zitta di Michela Murgia, di cui vi lascio la trama qui.

recensione di stai zitta di michela murgia respect female existence or expect our resistance

È stato il mio primo libro di questa autrice, anche se ho in programma di recuperarne altri, ma mi ha aiutato ad avvicinarmi all'argomento. Stai zitta si focalizza sulla libertà di parola della donna, nella vita quotidiana, nel lavoro e in televisione. Leggendo il libro si capisce che l'autrice fa maggiormente riferimento agli ambienti lavorativi dove si è trovata, quindi studi televisivi, radiofonici ed editoriali, ma fa comunque notare una normalità con la quale siamo cresciuti e abbiamo fatto nostra, al punto tale da non indignarci fino a che qualcuno non ce lo fa notare.

Il mio scossone è stata Federica Masolin. Per chi non la conoscesse è una giornalista e presentatrice tv con esperienza ventennale nel settore che ha presentato la Formula 1 per conto di Sky per diversi anni, quest'anno ha smesso e mi focalizzerò sulla sua succeditrice tra poco. Ma vista la sua esperienza, cosa mi ha fatto storcere il naso? Andiamo ad elencare da chi era circondata:
Davide Valsecchi: ex pilota automobilistico, che avuto alcune esperienze nell'ambiente F1.
Marc Gené: ex pilota automobilistico che ha vinto la 24 ore di Le Mans.
Matteo Bobbi: ex pilota automobilistico che ha vinto il Campionato FIA GT.

La Masolin non è l'unico personaggio intorno alla Formula 1 a non essere pilota, ma capite bene che quando la Murgia ti fa notare che sì, la società di oggi cerca di avere una maggiore presenza di donne in alcuni contesti lavorativi, ma ti fa anche realizzare che la stessa figura femminile viene messa di contorno alla figura maschile che continua ad essere considerata più autorevole e più competente, il naso lo storco molto.
Ho iniziato a notare come fosse lei sempre a fare domande e chiedere l'opinione degli altri, con anche validi motivi essendo più competenti di lei in materia, ma avete capito cosa intendo?!

È offensivo pensare che le donne vogliano essere presenti solo in quanto donne. Nessuna chiede spazio in forza del suo utero.

Quest'anno si sono un po' rifatti. Federica Masolin (non mi sono informata bene come mai) ha smesso di essere la presentatrice della F1 per Sky ed è stata sostituita da Vicky Piria, pilota (ha corso anche nel 2022) di alcuni campionati di Formula 3 e della W Series, un campionato automobilistico di monoposto totalmente al femminile. Per ora c'è stata una sola gara, ma posso dirvi che la differenza si sente?

Non voglio togliere niente alla Masolin, penso sia un'ottima presentatrice, ma quando hai esperienza nel settore il diverso livello di competenze si sente.

Ho divagato dal libro, ma ci tengo a condividere questo pensiero perché è quello che mi è rimasto più impresso di tutti. Come, in certi contesti, ci facciano credere di volere la parità e di capire l'arricchimento che si può ottenere da questo, mentre invece ci fanno prendere un abbaglio.

Focalizzandoci sul linguaggio c'è anche questo discorso di Taylor Swift di come ci siano termini e aggettivi diversi per uomini e donne.

Se discorre è chiacchierona, linguacciuta, pettegola. Se ribatte è petulante, stridula, sguaiata, aggressiva. Gli aggettivi fanno spesso riferimento all’acutezza del tono vocale, trasmettendo l’idea che il suono della voce femminile aggredisca l’udito più di quanto potrà mai fare una voce maschile. Un gruppo di uomini che parlano è un consesso dialettico, un gruppo di donne è un pollaio.

Sono tutti dettagli ai quali siamo abituati e che non notiamo e un libro come Stai zitta può aiutarci a vederlo. Non è un libro che cambia la vita, ho trovato molto più illuminante Parità in pillole di Irene Facheris, ma si focalizza su un aspetto della vita quotidiana che non va sottovalutato: il linguaggio.

Non condivido pienamente ogni dettaglio che l'autrice fa notare. Non ci vedo niente di male a mettere l'articolo davanti ai cognomi di donne, perché con gli uomini non verrà fatto, ma proprio non facendolo sottolinei il sesso e in certi contesti penso sia anche giusto sottolineare se la persona di cui si sta parlando è donna o meno. Si veda per esempio la Cristoforetti, astronauta italiana e donna che può fungere da esempio alle future generazioni per normalizzare qualcosa che dovrebbe già esserlo.

Oppure concordo con l'utilizzo del maschile generale, come del femminile generale. In azienda solo l'unica tecnica informatica e se viene detto "questa è una comunicazione per solo i tecnici", non mi sentirò mai offesa o sminuita. Ovvio che la cosa dovrebbe funzionare anche al contrario. Se in azienda arrivasse un uomo per lavorare nella divisione marketing per me rimarrebbero "le ragazze del marketing".
Nei casi invece in cui si è quasi alla parità (vedi un'aula universitaria abbastanza omogenea) lascerei alla discrezione della persona.

D'altra parte questo libro mi ha spinto alla lotta per l'uso dei femminili nelle professioni. Fintanto che esiste il corrispettivo femminile (non in tutti i nomi esiste, vedi geometra), mi sto sforzando di imparare l'italiano (perché di questo si tratta) e usare i termini giusti.

La Murgia in questo libro parla con un tono pungente, proprio per infastidire e per farti porre la domanda: "Perché mi sento infastidito da questa sua affermazione? Perché mi sento coinvolto anche se non sta parlando a me direttamente?". L'obiettivo penso sia quello di spingere il lettore ad un'autoanalisi per comprendere e migliorarsi.

La Giornata Internazionale della Donna serve a ricordare dove siamo arrivate e dove, invece, dobbiamo ancora arrivare.

[...] il modo migliore [...] è non dimenticare che quei diritti esistono solo finché restiamo pronte a tirare fuori le unghie per difenderli.

Quindi oggi informatevi e parlate anche quando gli altri vi diranno "Stai zitta!"

Commenti