Recap 2024 Settembre

Ciao pensatori, per molte persone il "nuovo inizio" coincide con gennaio, l'inizio dell'anno solare. Altre persone però rimangono inevitabilmente influenzate dagli anni scolastici, complici le ferie estive, e vedono settembre come un punto di partenza per i nuovi obiettivi. Così colgo l'occasione per fare un recap delle mie letture da gennaio ad agosto 2024! Il mio obiettivo di lettura è sempre di 36 libri l'anno (semplicemente perché 36 / 12 = 3). Come al solito sono indietro sulla tabella di marcia, ma non ne faccio un problema. La lettura non è una competizione a chi legge di più, mi piace però tenere traccia di quello che leggo per fare un'analisi mia. Se leggo poco, spesso significa che ho altri pensieri per la testa. Durante febbraio e marzo, ad esempio, mentre scrivevo la tesi, le letture sono passate in secondo piano, e un blocco del lettore ha rallentato ulteriorme...

Parità in pillole - Irene Facheris

Ciao pensatori,
oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha fatto riflettere molto al punto tale che, dopo averlo ascoltato quest'estate come audiolibro, ho deciso di rileggerlo prima di pubblicare questo post. Sto parlando di Parità in pillole di Irene Facheris. Vi lascio i link adv per ebook e cartaceo.

recensione libro parità in pillole

Prima però di dirvi cosa ne penso voglio condividere alcuni dei concetti che condivido di più, a partire da:

Cosa non troverete in questo libro
Non ho mai sopportato le persone che cercavano di indottrinarmi in qualche modo.
Sono contenta che tu sia convinto della tua idea, ma questo non ti dà il diritto di trattarmi come una stupida se non la penso come te. Soprattutto, non sarà l’atteggiamento paternalistico a farmi cambiare idea, semmai rafforzerà la mia convinzione. Insomma, più mi tiri dalla tua parte con la forza o le prese in giro, più io mi sforzerò di rimanere ancorata alle mie posizioni, non perché mi convincano più delle tue, ma perché trovo insopportabile la tua modalità.
p.19

Come vedete dalla descrizione del blog, io sono qui per esprimere la mia opinione pacificamente e spero che le mie parole non vengano prese come un attacco personale, ma esattamente per quello che sono, ovvero la mia opinione.

Questo libro tratta di parità in generale, ma si focalizza sul femminismo e sulla parità di genere ed è riuscito a rispondere ad alcuni dubbi che avevo o, addirittura, mi sta aiutando ad imparare ad esprimere in maniera coerente ciò che penso. Pensieri e sentimenti che magari a parole mie fatico a definire, di alcuni di questi vi parlo di seguito.

La presa di coscienza dei propri privilegi
potere alla parola parità di diritti e opportunità
Presenza di privilegi non significa assenza di svantaggi. Ad esempio, uno dei problemi più "banali" che ci possiamo porre se viviamo una condizione decente è "cosa mangio oggi a pranzo?", non avere uno chef personale comporta dove andare a fare la spesa, scegliere cosa mangiare, seguire le voglie ma cercando di mangiare in maniera salutare possibilmente. È un problema quotidiano, ma chi si pone questa domanda (me compresa) non si pone la domanda "riuscirò a mangiare oggi?" e questo è un privilegio. Tutto questo non rende meno valido il mio diritto a lamentarmi, io sono una perenne indecisa sul cibo, ma so bene di essere fortunata a poter scegliere cosa mangiare e quante volte al giorno.

La mia esperienza soggettiva è valida, è sacra, sentire dolore è un mio triste diritto. Ammettere di avere dei privilegi non toglie importanza alle mie esperienze personali, solo mi dà la possibilità di essere utile ad altri, che magari hanno meno privilegi di me.
p.26

La definizione di femminismo
Quando ho provato a parlare con alcune persone di femminismo la risposta che mi è stata data, soprattutto da uomini, è stata: "ma le femministe pensano che le donne siano migliori degli uomini". Le donne che si definiscono femministe pensando di essere migliori degli uomini le ho sempre ritenute delle estremiste, qualsiasi movimento può portare alla creazione di estremismi, quindi per me aveva senso. La Facheris nel libro spiega:

Tante donne si sono dichiarate femministe negli anni (e ancora si dichiarano femministe) portando avanti un'agenda misandrica. Insultando l'intera categoria maschile [...]
p.62

Ma uno dei messaggi che voglio che arrivi è la definizione di femminismo.

Femminismo come parola ha un problema, suona pericolosamente simile a un'altra parola che conosciamo bene, ossia maschilismo.
Il maschilismo è la convinzione che gli uomini siano superiori alle donne. Per assonanza, potremmo pensare che il femminismo non possa che essere il contrario, cioè la convinzione che le donne siano superiori agli uomini.
In realtà, una persona femminista è una persona che crede nella parità politica, sociale ed economica tra i sessi.
Anzitutto, si parla di parità e non di uguaglianza, nessuno dice che uomini e donne siano uguali. [...] Una persona femminista sostiene che queste differenze non possono essere causa di discriminazione.
P.46

togli la tua violenza dalla mia testa violenza di genere
No significa NO
Posso anche averti detto fino a un secondo prima che mi andava di fare sesso, ma se poi al momento di farlo mi sono resa conto di aver cambiato idea e l'ho detto, qualunque cosa tu abbia fatto poi contro la mia volontà è una tua responsabilità, è un reato [...]
p.77

Magari siamo già nel mezzo dell'atto, ma se dico "ora basta" o "voglio smettere" l'altra persona può sentirsi confusa, imbarazzata, arrabbiata anche, ma deve fermarsi e lasciarmi andare.
Mi sto rendendo sempre più conto che almeno nelle serie tv e nei film (che guardo io), c'è sempre un maggiore rispetto di questo, sia per gli uomini sia per le donne e spero che prima o poi diventi un'idea condivisa da tutti.

Insulti sessisti e doppi standard
Quante volte a questo riguardo mi sono sentita dire "ma era solo una battuta! Come sei permalosa, stiamo scherzando", come se le parole non avessero un peso. Per questo vi rimando al monologo tenuto da Paola Cortellesi alla premiazione del David di Donatello 2018, di certo vi può aiutare a capire cosa penso.

Differenza tra cavalleria/galanteria e gentilezza
Per provare a fare chiarezza, dunque, può essere utile fare una differenza tra cavalleria e gentilezza, poiché non sono sinonimi. Per capire se siamo davanti a un gesto educato o a un modo come un altro per ricordare alla donna che non è in grado di cavarsela da sola basta porsi due domande.
Domanda numero 1: avrebbe aperto la portiera/versato l'acqua anche a un suo amico?
Domanda numero 2: accetterebbe che fosse una donna ad aprirgli la portiera/versargli l'acqua?
Se la risposta a entrambe le domande è sì, siamo davanti a un caso di "uomo gentile" e in questo caso, Personalmente, lo ringrazio per il gesto e apprezzo la considerazione avuta nei miei riguardi.
Se la risposta è no, siamo davanti a un caso di "uomo sessista”.
p.96

Ancora mi confondo certe volte quando parlo e dico "ma come sei galante" al posto di "ma come sei gentile" e quando mi rendo conto della gaffe ci rimango male. Non perché io abbia davvero fatto una brutta figura, ma perché voglio impegnarmi a cambiare il mio linguaggio visto che ritengo importante imparare a distinguere tra i gesti.

La difficoltà del rapporto molestatore e molestato
[...] le molestie non sono una questione di genere, sono una questione di potere.
Quando una persona ne molesta un'altra, sta esercitando il suo potere su quest'ultima.
Un potere che può essere sociale, economico, relazionale. Ecco perché la percentuale di uomini accusati di molestie è esponenzialmente più alta rispetto alla percentuale di donne accusate dello stesso reato: perché statisticamente ci sono più uomini che donne in posizione di potere. Non è che sono più cattivi, è che sono messi molto più spesso nella posizione di poterlo fare.
p.114-115

La Facheris individua quattro situazioni possibili, riassunte nella seguente tabella, che possono crearsi in caso di molestia, in base alle intenzioni del molestatore e in base alla reazione del molestato.


Come lei voglio focalizzarmi sul caso: il colpevole non aveva intenzioni di molestare ma la vittima si è sentita molestata (i due punti interrogativi).
Vi lascio la notizia (Valsecchi e Bobbi nella bufera mediatica), Davide Valsecchi e Matteo Bobbi sono due dei conduttori e commentatori della Formula 1, pochi mesi fa sono caduti in quelle che io definisco "battute da bar" sul posto di lavoro e per di più in diretta televisiva. In questo caso, dopo essere stati ripresi, hanno espresso le loro intenzioni: non volevano molestare nessuno. Per di più la ragazza in questione, quando le è stato fatto notare l'accaduto, non si è nemmeno sentita offesa, ma tantissime persone hanno trovato la questione di poco gusto, al punto che si era parlato di una sospensione per i due conduttori.

Però dobbiamo legittimare entrambi, a chi ha messo in atto il comportamento dobbiamo dire che capiamo e teniamo conto del fatto che non avesse intenzione di molestare, e a chi l'ha subito dobbiamo dire che capiamo e teniamo conto delle emozioni che sta provando in quel momento.
Sono due realtà che non si escludono: è vero che lui non voleva molestare ed è vero che lei si è sentita molestata, perché non è detto che intenzione ed effetto prodotto coincidano.
p.125

Con questo ho finito i punti che ritengo fondamentali, nel libro ne vengono trattati tanti altri, ma a questi ci tengo particolarmente. Quindi è giunto il momento di parlare del libro in sé.

Cosa ne penso?

È facile capire che il libro mi è piaciuto e l'ho molto apprezzato. In particolare mi sono piaciuti lo stile di scrittura e la chiarezza con la quale vengono spiegati i concetti. Nulla viene dato per scontato e l'autrice ti aiuta passo passo a capire quello che è il suo pensiero.
Lo consiglio veramente a chi vuole avere un'infarinatura su questi argomenti da una voce gentile e che cerca davvero il dialogo.

L'unico carenza che ho sentito è la mancanza delle fonti. In fondo al libro è presente una corposa bibliografia (vista la lunghezza del testo) che cita i romanzi e i manuali ai quali viene fatto riferimento, ma non vengono citate ricerche. Spesso quando mi capita di discutere di questi argomenti con persone che la vedono diversamente da me mi sono stati chiesti studi e ricerche, o se condividevo delle statistiche mi è stato instillato il dubbio sulla veridicità dei dati che ricordavo. Il dubbio si è insinuato perché i dati non li avevo letti dalle fonti originarie, ma da notizie che facevano "un riassunto". Quindi la mancanza nella bibliografia della documentazione necessaria per sostenere i dati, che in alcuni punti del libro vengono citati, la vedo come una pecca che si poteva facilmente evitare. Questo non toglie niente al libro che è davvero godibilissimo, ma ha tolto qualcosa alla mia esperienza personale.

Per questo motivo ho provato a fare qualche ricerca da sola. Ho trovato qualcosa, ma non tutte le informazioni che volevo. Se avete qualche articolo, studio o ricerca che volete condividere non fatevi scrupoli a condividerle qui nei commenti.
Questo piccolo manuale merita ⭐⭐⭐⭐½.
Ditemi la vostra, sul libro o su questo argomento, sono qui per ascoltare.

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