Ciao pensatori,
oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha fatto riflettere molto al
punto tale che, dopo averlo ascoltato quest'estate come audiolibro, ho deciso
di rileggerlo prima di pubblicare questo post. Sto parlando di
Parità in pillole di Irene Facheris.
Vi lascio i link adv per ebook e cartaceo.
Prima però di dirvi cosa ne penso voglio condividere alcuni dei concetti che
condivido di più, a partire da:
Cosa non troverete in questo libro
Non ho mai sopportato le persone che cercavano di indottrinarmi in
qualche modo.
Sono contenta che tu sia convinto della tua idea, ma questo non ti dà
il diritto di trattarmi come una stupida se non la penso come te.
Soprattutto, non sarà l’atteggiamento paternalistico a farmi cambiare
idea, semmai rafforzerà la mia convinzione. Insomma, più mi tiri dalla
tua parte con la forza o le prese in giro, più io mi sforzerò di
rimanere ancorata alle mie posizioni, non perché mi convincano più delle
tue, ma perché trovo insopportabile la tua modalità.
p.19
Come vedete dalla descrizione del blog, io sono qui per esprimere la mia
opinione pacificamente e spero che le mie parole non vengano prese come un
attacco personale, ma esattamente per quello che sono, ovvero la mia opinione.
Questo libro tratta di parità in generale, ma si focalizza sul femminismo e
sulla parità di genere ed è riuscito a rispondere ad alcuni dubbi che avevo o,
addirittura, mi sta aiutando ad imparare ad esprimere in maniera coerente ciò
che penso. Pensieri e sentimenti che magari a parole mie fatico a definire, di
alcuni di questi vi parlo di seguito.
La presa di coscienza dei propri privilegi
Presenza di privilegi non significa assenza di svantaggi. Ad esempio, uno dei
problemi più "banali" che ci possiamo porre se viviamo una condizione decente
è "cosa mangio oggi a pranzo?", non avere uno chef personale comporta dove
andare a fare la spesa, scegliere cosa mangiare, seguire le voglie ma cercando
di mangiare in maniera salutare possibilmente. È un problema quotidiano, ma
chi si pone questa domanda (me compresa) non si pone la domanda "riuscirò a
mangiare oggi?" e questo è un privilegio. Tutto questo non rende meno valido
il mio diritto a lamentarmi, io sono una perenne indecisa sul cibo, ma so bene
di essere fortunata a poter scegliere cosa mangiare e quante volte al giorno.
La mia esperienza soggettiva è valida, è sacra,
sentire dolore è un mio triste diritto. Ammettere di avere dei
privilegi non toglie importanza alle mie esperienze personali, solo mi
dà la possibilità di essere utile ad altri, che magari hanno meno
privilegi di me.
p.26
La definizione di femminismo
Quando ho provato a parlare con alcune persone di femminismo la risposta che
mi è stata data, soprattutto da uomini, è stata: "ma le femministe pensano che
le donne siano migliori degli uomini". Le donne che si definiscono femministe
pensando di essere migliori degli uomini le ho sempre ritenute delle
estremiste, qualsiasi movimento può portare alla creazione di estremismi,
quindi per me aveva senso. La Facheris nel libro spiega:
Tante donne si sono dichiarate femministe negli anni (e ancora si
dichiarano femministe) portando avanti un'agenda
misandrica. Insultando l'intera categoria maschile [...]
p.62
Ma uno dei messaggi che voglio che arrivi è la definizione di femminismo.
Femminismo come parola ha un problema, suona pericolosamente simile a
un'altra parola che conosciamo bene, ossia maschilismo.
Il maschilismo è la convinzione che gli uomini siano superiori alle
donne. Per assonanza, potremmo pensare che il femminismo non possa che
essere il contrario, cioè la convinzione che le donne siano superiori
agli uomini.
In realtà, una persona femminista è una persona che crede nella
parità politica, sociale ed economica tra i sessi.
Anzitutto, si parla di parità e non di uguaglianza, nessuno dice che
uomini e donne siano uguali. [...] Una persona femminista sostiene che
queste differenze non possono essere causa di discriminazione.
No significa NO
Posso anche averti detto fino a un secondo prima che mi andava di fare
sesso, ma se poi al momento di farlo mi sono resa conto di aver cambiato
idea e l'ho detto, qualunque cosa tu abbia fatto poi contro la mia volontà
è una tua responsabilità, è un reato [...]
p.77
Magari siamo già nel mezzo dell'atto, ma se dico "ora basta" o "voglio
smettere" l'altra persona può sentirsi confusa, imbarazzata, arrabbiata anche,
ma deve fermarsi e lasciarmi andare.
Mi sto rendendo sempre più conto che almeno nelle serie tv e nei film (che
guardo io), c'è sempre un maggiore rispetto di questo, sia per gli uomini sia
per le donne e spero che prima o poi diventi un'idea condivisa da tutti.
Insulti sessisti e doppi standard
Differenza tra cavalleria/galanteria e gentilezza
Per provare a fare chiarezza, dunque, può essere utile fare una
differenza tra cavalleria e gentilezza, poiché non sono sinonimi. Per
capire se siamo davanti a un gesto educato o a un modo come un altro
per ricordare alla donna che non è in grado di cavarsela da sola basta
porsi due domande.
Domanda numero 1: avrebbe aperto la portiera/versato l'acqua anche a un
suo amico?
Domanda numero 2: accetterebbe che fosse una donna ad aprirgli la
portiera/versargli l'acqua?
Se la risposta a entrambe le domande è sì, siamo davanti a un caso di
"uomo gentile" e in questo caso, Personalmente, lo ringrazio per il
gesto e apprezzo la considerazione avuta nei miei riguardi.
Se la risposta è no, siamo davanti a un caso di "uomo sessista”.
Ancora mi confondo certe volte quando parlo e dico "ma come sei galante" al
posto di "ma come sei gentile" e quando mi rendo conto della gaffe ci rimango
male. Non perché io abbia davvero fatto una brutta figura, ma perché voglio
impegnarmi a cambiare il mio linguaggio visto che ritengo importante imparare
a distinguere tra i gesti.
La difficoltà del rapporto molestatore e molestato
[...] le molestie non sono una questione di genere, sono una questione
di potere.
Quando una persona ne molesta un'altra, sta esercitando il suo potere
su quest'ultima.
Un potere che può essere sociale, economico, relazionale. Ecco perché
la percentuale di uomini accusati di molestie è esponenzialmente più
alta rispetto alla percentuale di donne accusate dello stesso reato:
perché statisticamente ci sono più uomini che donne in posizione di
potere. Non è che sono più cattivi, è che sono messi molto più spesso
nella posizione di poterlo fare.
La Facheris individua quattro situazioni possibili, riassunte nella seguente
tabella, che possono crearsi in caso di molestia, in base alle intenzioni del
molestatore e in base alla reazione del molestato.
Come lei voglio focalizzarmi sul caso: il colpevole non aveva intenzioni di
molestare ma la vittima si è sentita molestata (i due punti interrogativi).
Vi lascio la notizia (
Valsecchi e Bobbi nella bufera mediatica), Davide Valsecchi e Matteo Bobbi sono due dei conduttori e commentatori
della Formula 1, pochi mesi fa sono caduti in quelle che io definisco "battute
da bar"
sul posto di lavoro e per di più in diretta televisiva. In questo caso, dopo
essere stati ripresi, hanno espresso le loro intenzioni: non volevano
molestare nessuno. Per di più la ragazza in questione, quando le è stato
fatto notare l'accaduto, non si è nemmeno sentita offesa, ma tantissime persone hanno trovato la questione di
poco gusto, al punto che si era parlato di una sospensione per i due
conduttori.
Però dobbiamo legittimare entrambi, a chi ha messo in atto il
comportamento dobbiamo dire che capiamo e teniamo conto del fatto
che non avesse intenzione di molestare, e a chi l'ha subito dobbiamo
dire che capiamo e teniamo conto delle emozioni che sta provando in
quel momento.
Sono due realtà che non si escludono: è vero che lui non voleva
molestare ed è vero che lei si è sentita molestata, perché non è
detto che intenzione ed effetto prodotto coincidano.
Con questo ho finito i punti che ritengo fondamentali, nel libro ne vengono
trattati tanti altri, ma a questi ci tengo particolarmente. Quindi è giunto il
momento di parlare del libro in sé.
Cosa ne penso?
È facile capire che il libro mi è piaciuto e l'ho molto apprezzato. In
particolare mi sono piaciuti lo stile di scrittura e la chiarezza con la quale
vengono spiegati i concetti. Nulla viene dato per scontato e l'autrice ti
aiuta passo passo a capire quello che è il suo pensiero.
Lo consiglio veramente a chi vuole avere un'infarinatura su questi argomenti
da una voce gentile e che cerca davvero il dialogo.
L'unico carenza che ho sentito è la mancanza delle fonti. In fondo al libro è
presente una corposa bibliografia (vista la lunghezza del testo) che cita i
romanzi e i manuali ai quali viene fatto riferimento, ma non vengono citate
ricerche. Spesso quando mi capita di discutere di questi argomenti con persone
che la vedono diversamente da me mi sono stati chiesti studi e ricerche, o se
condividevo delle statistiche mi è stato instillato il dubbio sulla veridicità
dei dati che ricordavo. Il dubbio si è insinuato perché i dati non li avevo
letti dalle fonti originarie, ma da notizie che facevano "un riassunto".
Quindi la mancanza nella bibliografia della documentazione necessaria per
sostenere i dati, che in alcuni punti del libro vengono citati, la vedo come
una pecca che si poteva facilmente evitare. Questo non toglie niente al libro
che è davvero godibilissimo, ma ha tolto qualcosa alla mia esperienza
personale.
Per questo motivo ho provato a fare qualche ricerca da sola. Ho trovato
qualcosa, ma non tutte le informazioni che volevo. Se avete qualche articolo,
studio o ricerca che volete condividere non fatevi scrupoli a condividerle qui
nei commenti.
Questo piccolo manuale merita ⭐⭐⭐⭐½.
Ditemi la vostra, sul libro o su questo argomento, sono qui per ascoltare.
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