Ciao pensatori,
siamo fuori periodo, se ne avessi parlato sotto Halloween sarei stata più in
tema, ma oggi voglio parlarvi di Carmilla di Sheridan Le Fanu.
Ne esistono diverse versioni essendo un testo del 1872, un po' come per tutti
i classici, ma io ho acquistato e letto la versione della Feltrinelli.
Vi lascio il link a ebook e
cartaceo. In questa versione sono
inclusi altri due racconti di Le Fanu, ma voglio dedicare questo post al
racconto principale.
Carmilla è rimasta diverso tempo in libreria fino a che non ho
scoperto il
The Fangs Book Club, un club del libro online a tema horror e gotico che viene portato avanti
con il canale Telegram dedicato, oltre a live Instagram e un podcast Spotify.
Se ne occupano
@gabriellecroix e
@letturemetropolitane.
Il primo aspetto che mi ha affascinato di questo libro è stato scoprire che
Carmilla ha preceduto l'uscita di Dracula di 25
anni, in quanto l'opera di Stoker è uscita nel 1897 e trae ispirazione proprio
dall'ambientazione scelta da Le Fanu.
Il secondo aspetto che mi ha affascinato è stata la protagonista femminile.
Carmilla è il vampiro e per me, cresciuta con Edward Cullen e Stefan
Salvatore, vedere che in questa storia la controparte sovrannaturale è
femminile mi ha attratto molto. Quelle poche vampire che mi è capitato di
incontrare nelle mie letture sono sempre state rappresentate superficiali e
approfittatrici. Sono poche le vampire che ho visto approfondire, mi
viene anche solo da pensare ad Alice Cullen, un personaggio con una storia
forte che viene raccontata solo nei libri.
Il fulcro di questa storia però non è solo la misteriosa Carmilla, che appare
malaticcia e non esce mai dalla sua stanza durante il giorno, ma anche Laura,
una giovane ragazza che si trova in balia della vampira.
Quella che si viene ad instaurare tra loro è chiaramente qualcosa di poco
sano.
Da una parte c'è Carmilla, la vampira immortale, immune al cambiamento,
bloccata nella sua condizione al punto tale da ricercare la se stessa del
passato nelle sue prede.
Dall'altra c'è Laura, l'umana che dopo aver vissuto una gioventù in parziale
isolamento (abita con il padre e poche altre persone, in questa villa lontana
dalla società mondana) si ritrova ad avere a che fare con qualcuno che la
spaventa, si vede bene, ma la riempie di questa paura adrenalinica (come
quella data dagli sport estremi) che la fa sentire viva.
È una relazione molto particolare tra predatore e preda che vale la pena
esplorare come lettore, perché per quanto reputi Laura un po' naïve,
probabilmente al suo posto avrei avuto le stesse reazioni.
La storia è una racconto lungo, ovvero ha poco più di un centinaio di pagine.
Di solito non apprezzo particolarmente questa lunghezza perché non ti permette
davvero di entrare nella storia e conoscere i personaggi. Per quanto anche in
questo caso avrei preferito qualche pagina in più, la storia non è affrettata
né la narrazione è lenta, riesce a tenere il ritmo giusto incalzando verso la
fine.
L'autore non si perde nelle descrizioni, lasciando un maggiore alone di
mistero in queste scene miste realtà, miste sogno, miste incubo.
Penso che per riuscire ad apprezzare pienamente questa opera sia meglio
informarsi a riguardo prima o almeno leggerla un paio di volte. In quanto
contestualizzata nell'epoca storica nella quale è stata scritta ci si rende
conto di quanto Le Fanu sia uscito dagli canoni che erano presenti allora.
Carmilla è fuori dagli schemi previsti per le donne all'epoca ed è lei che
porta verso la perdizione e i comportamenti "sbagliati".
Per me è stata una lettura diversa dal solito, ma per gli amanti del genere o
gli appassionati della creatura del vampiro penso sia una lettura da
recuperare.
Inoltre vi condivido questa
playlist Spotify
che ho tenuto di sottofondo mentre leggevo il libro, non è ufficiale, l'ho
semplicemente trovata e ho gradito molto.
Voi lo avete letto? Lo leggerete? Cosa ne pensate?
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