Ciao pensatori,
spero vi stiate godendo le temperature in po' più miti e vivibili di questi giorni. Oggi vi parlo di un libro, il primo di una trilogia (? Di una serie? Non ho ancora ben capito) che è stato perfetto per il periodo visto che è ambientato proprio alla fine dell'estate. Si tratta de I lupi di Boulder. Sangue e Bugie di Olivia Wildenstein, edito da Queen Edizioni.
Si tratta di un urban-fantasy le cui creature principali sono i licantropi, dato che io sono team vampiri sono sempre un po' titubante ad iniziare libri dove i protagonisti sono la fazione contraria. In questo caso, però, già dopo i primi capitoli la storia ha iniziato a prendermi.
Fin da subito lo stile di scrittura è riuscito a coinvolgermi, le descrizioni sono sufficienti per immaginare l'ambientazione senza perdersi in eccessivi dettagli che distraggono dalla storia principale. L'autrice ha una buona capacità di descrizione sia con gli ambienti chiusi, come le stanze, che gli ambienti all'aperto, come la foresta. L'unico dettaglio che non ho apprezzato (ma so benissimo che è un problema mio) è la scelta di usare dei nomi troppo precisi per gli oggetti, le Converse per le scarpe, l'iPhone per il telefono o Adirondack per le sedie da esterni. L'uso di questi termini mi riportano alla realtà quando mentre leggo preferisco evadere completamente, per questo preferisco i più generici scarpe basse, smartphone o sedia da esterno, ma ribadisco so benissimo che è una questione personale.
Come ho già detto sopra preferisco i vampiri, ma quando i licantropi non vengono rappresentati come dei grossi Golden Retriever la mia attenzione aumenta sempre. La trasformazione in lupi non è nascosta dietro a uno svenimento o evitata, ma viene descritta come qualcosa di crudo e doloroso. Per quanto mi piacerebbe pensare che la magia migliori tutto, licantropi, vampiri e mostri di questo genere derivano da leggende di paura, sono esseri mostruosi pronti ad uccidere ed è giusto secondo me non rappresentarli solamente "carini e coccolosi". Mi sembra giusto rappresentarli con una mente parzialmente animale che non sempre riescono a controllare. Mi sono sentita un po' a disagio per Ness in quanto femmina in un branco? Assolutamente sì, volevo proporre una task force di difesa per le lupe, però penso sia giusto rappresentare il bello e il brutto di queste creature.
Parliamo ora però dei personaggi che penso siano il fulcro della storia, in particolare la protagonista Ness Clarke. Se mi è rimasto qualcosa da questo libro sono proprio loro.
Ness mi è piaciuta fin da subito, è cazzuta e ha un background che le permette di essere tale. Non è il solito pallone gonfiato (visto in alcuni enemies to lovers) che parla senza essere davvero in grado di fare qualcosa. Ness ha avuto un passato che l'ha resa forte, ma non ha la presunzione di essere la più forte e soprattutto è capace di capire quando le sue scelte sono dettate dalle emozioni più che dalla logica. Questo ultimo aspetto mi ha permesso di avvicinarmi molto di più a lei, perché a tutti capita di dire e fare cose sull'onda del momento, ma quando l'emozione forte è passata abbiamo la capacità di farci un'analisi di coscienza e capire se quello che abbiamo fatto aveva senso o meno. Spesso alle protagoniste dei libri manca questo tratto così umano che ai miei occhi le fa sembrare solo immature.
Ci sono altri personaggi che sono degni di nota ma non voglio influenzare nessuno con la opinione su chi preferisco e chi no, li troverete quando parlerò del secondo volume della serie.
Altro aspetto che apprezzo sempre molto, è che nonostante ci fossero le potenzialità per inserire il miscommunication trope l'autrice si è astenuta dal farlo, per fortuna! Ognuno può leggere ciò che vuole, ma a meno di essere in un high-fantasy con impedimenti politici, i problemi di comunicazione io non li voglio nei libri che leggo, mi fanno pensare a personaggi immaturi, incapaci di esprimersi o di trovare il coraggio per affrontare argomenti scomodi e a lungo andare diventa frustrante.
Se devo trovare un aspetto negativo a questo libro è che non è particolarmente originale. È facile riconoscere alcuni pattern già visti, sono scritti bene con personaggi tridimensionali, ma un po' scontati. Non mi aspettavo nulla di innovativo, ma è sempre bello quando c'è il colpo di scena inaspettato e in questo libro ce ne sono molto pochi.
Detto questo mi sento di dare ⭐⭐⭐ stelle a questo libro che fa esattamente quello che deve: intrattenere.
Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Chi è il vostro personaggio preferito?
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