Ciao pensatori,
oggi vi parlo de L'odissea. Raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre di Marilù Oliva.
Ho approfittato della settimana di prova di Storytel e spuntato un altro titolo dalla mia tbr infinita.
Il titolo è auto-esplicativo. Si tratta della storia di Odisseo, ma raccontata dalle voci delle donne che sono presenti durante tutta la storia. A partire dalla dea Atena, che segue e protegge l'eroe per tutto il suo viaggio, arrivando alle sirene. Ma cosa ne penso?
Onestamente non è la storia che mi aspettavo. Nonostante il titolo sia molto chiaro, mi sono fatta trarre in inganno dalla seconda parte. L'Odissea raccontata dai suoi personaggi femminili me l'ero immaginata come una storia femminista o di rivalsa femminile. Qualcosa come si sente in questa frase:
I maschi danno ordini alle donne, questo è comandato dalle regole non scritte degli avi. Devono mostrarsi forti e indicarci la strada, anche quando sanno benissimo che siamo noi la loro stella polare.
Mi aspettavo qualcosa di non attendibile dal punto di vista storico, come un retelling in chiave moderna, dove le donne hanno maggiore peso nelle decisioni o sono padrone del proprio futuro. Invece si tratta di una riscrittura in prosa dell'opera originale.
Come spiega l'autrice nei ringraziamenti a fine libro, ha dovuto apportare delle modifiche per rendere la lettura più leggera, incalzante e chiara ai lettori moderni, ma la storia rimane per lo più invariata. Lo stile è molto bello, il mantenimento degli epiteti e degli aggettivi mi hanno fatto sentire molto vicina alla scrittura originale.
Ma il titolo, volontariamente o meno, mi ha fortemente tratta in inganno, non vedo alcun valore aggiunto in questa storia rispetto ad una qualsiasi traduzione. Mi dispiace molto, perché si vede che questa riscrittura è nata dall'amore per questa opera e dalla passione per questo argomento.
La grande contemporaneità [dell'Odissea] è anche quella dell'eroe che sa reinventarsi, nascondersi e poi comparire in nome di una giustizia che prima di tutto è umana. Lui che non perde mai la speranza, lui che sa quanto possa rivelarsi prezioso un piccolo gesto di solidarietà, lui che può improvvisarsi marinaio, timoniere, sovrano, agricoltore, mendicante e carpentiere, ci insegna che l'umiltà è il primo passo verso la civiltà. Cade e si rialza ogni volta con grande dignità, inganna ma per prudenza o necessità (mai per il puro esercizio dell'imbroglio), naufraga e sopravvive ai flutti del mare, così come noi resistiamo in quelli del quotidiano, lottiamo, amiamo, ci perdiamo ma ritroviamo sempre qualcosa. In questo senso, in Odisseo, ciascuno deciderà cosa trovare: l'icona indelebile di un supereroe o addirittura un frammento, magari invincibile, di se stesso.
Però per i motivi detti sopra mi sento di dargli ⭐⭐½ stelle.
Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Commenti
Posta un commento