ci impiego sempre un po' di tempo a riorganizzare le idee, ma oggi è il
giorno in cui vi parlo di
Per tutto il resto dei miei sbagli di Camilla Boniardi.
Il libro prescelto per il Book Recover Group di maggio.
Camilla Boniardi è conosciuta quasi da tutti come
@camihawke, l'influencer
diventata famosa, prima su Snapchat poi su Facebook e Instagram, per i suoi
video divertenti su... di tutto in pratica, dalla moda, alla cucina, dal
make-up ai libri. Vi racconto questo per farvi avere un'idea di cosa fa
nella vita l'autrice, ma soprattutto perché è ciò che mi ha fatto cadere in
un grosso errore. Il pregiudizio. Sono umana, sbaglio e questa volta ho
proprio tirato dritto alla curva.
Ho letto questo libro esattamente un anno dopo l'uscita, lo conoscevo
già di vista, conoscevo la copertina e chi era l'autrice, ma un po' il fatto
che è classificato come un romanzo di narrativa (genere che di solito
non mi attrae) unito alla mia idea di lei, non ho mai pensato di dargli una
possibilità. Fino al gruppo di lettura. E sapete quando mi sono resa conto
di aver sbagliato? Dopo queste frasi.
Succede che, quando la realtà viene osservata attraverso la lente
dell'insicurezza, qualunque stupidaggine sembra assumere un peso
specifico insopportabile.
P.46
Come la luna influenza le maree, così la presenza dei suoi amici
galvanizzava il suo sopito talento nell'arte dell'arroganza.
P.49
Il registro linguistico scelto non è assolutamente banale e le tematiche
trattate sono profonde. In quel momento ho realizzato che la parte più
frivola, con voglia di ridere e far ridere di Camilla, non mi aveva
permesso di vedere cosa c'è dietro quella facciata. Una ragazza seria, con
delle insicurezze che cerca di affrontare come facciamo tutti noi. Non di
certo una "testa leggera" come pensavo io.
Bene, ora che ho ammesso la mia colpa e mi sono tolta un peso
parliamo del libro.
OPINIONE
La prima impressione è stata quella che fosse un diario, pieno di
pensieri e riflessioni, approfondimenti sulla protagonista Marta e tanti
flashback. Tutto questo è stato necessario per poterla conoscere, però il
livello dei ragionamenti è tale che sembra un resoconto fatto a fine
giornata, quando prima di addormentarci ci capita di ripensare a quello
che ci è successo e vediamo certe scelte da un punto di vista meno emotivo
e più profondo.
Andando avanti ho però potuto apprezzare la quotidinaità di Marta, una
ragazza come tante, che frequenta la facoltà di giurisprudenza con buoni
risultati, ma che non sa davvero come mai è lì, anche se allo stesso tempo
non saprebbe dove altro andare. Mi sono rivista molto in questa ragazza in
balia del tempo che scorre, con la società che ha aspettative su di te e
che vuole risposte certe, quando l'unica cosa che vorresti fare è metterti
seduta in pace a cercare ancora di capire che risposte dare.
Mi sentivo mediocre in tutto quello che facevo, [...] non abbastanza
motivata da fare diventare lo studio del diritto una passione, né
abbastanza forte da trasformare in azione un pensiero di riscatto che
potenzialmente avrebbe potuto fare la differenza.
P.51
Negli occhi degli altri vedevo una luce che, nei miei, più che
essersi spenta col tempo, non si era mai accesa.
P.52
In ogni caso la vita va avanti ed è giusto viverla, quindi quando
Marta si avventura per le strade di Modena alla ricerca del pub, dove
deve esibirsi un gruppo italiano che le piace, si mette in gioco e
inizia uno scambio di e-mail (non sms, rapidi e spesso superficiali)
piene di riferimenti e poesia.
Eppure, cara Marta, mi tocca subito un passo indietro.
Non
perché io lo voglia fare davvero, ma perché la vita mi ha insegnato
che in questi casi è sempre bene proteggere l'interlocutore dai
possibili mostri che si annidano dentro i nostri pensieri.
Siamo sicuri che aprendoti i meandri della mia testa tu non
decida di scappare a gambe levate pensandomi matto? O meglio, sei
davvero sicura di voler aprire questo vaso sconosciuto?
Io la
vedo così: ci sono i soliti tre porcellini che sono i protagonisti
della nostra fiaba, corrispondono alle tre mail che ci siamo
scambiati fino ad ora.
Se i porcellini rimanessero da soli,
indisturbati protagonisti del nostro racconto, il tutto finirebbe
con la costruzione delle loro tre villette a schiera più o meno
ecosostenibili e una fiaba per bambini che senz'altro li terrebbe al
sicuro, ma farebbe davvero schifo.
Se però, decidendo di
rischiare, a questa fiaba aggiungessimo anche il lupo - il tuo via
libera alle mie confidenze mentali -, allora la vita dei porcellini
diventerebbe forse un inferno, ma sicuramente un racconto
avvincente.
Lascio a te questa decisione, se vogliamo nuotare
nel mare delle confidenze io sono pronto a farlo, ma voglio prima
assicurarmi che tu prenda il giusto fiato e che decida di stare
sott'acqua con me.
P. 96-97
Ma anche una storia che non sarà facile e che farà capire a Marta che
per ottenere certi risultati ci vuole impegno, pazienza e costanza. È
una storia d'amore e di crescita, perché tutti si aspettano che
diventati maggiorenni i ragazzi abbiano le idee chiare, sappiano cosa
voglio, ma sappiamo bene che nella maggior parte dei casi non è
così.
Avrei voluto rispondergli che ero lì, ero pronta a ribaltare
l'idea sbagliata che si era fatto dello stare insieme, che se
c'è una cosa da mettersi bene in testa è che un rapporto di
coppia deve aggiungere qualcosa allo stare soli, si deve essere
più felici in due rispetto a quanto non lo si è come individui,
altrimenti ogni sforzo perde di significato ed è meglio lasciar
perdere.
P.199
Per concludere vi dico, è stata una storia tranquilla, che tocca il
cuore e nonostante la tranquillità riesce a coinvolgere. Penso mi
porterò via lo stile di scrittura dell'autrice, per niente banale, e
la poesia delle loro e-mail. Di come si esprimono e parlano tra di
loro, un linguaggio che si sta sempre più perdendo. Ormai viviamo in
un mondo dalle parole limitate, un massimo da usare nei messaggi,
anche gli audio non devono durare troppo, bisogna essere sintetici.
Ma ogni tanto fermarsi e tornare ad esprimere ciò che pensiamo e
vogliamo dire in maniera più dettagliata, permette di capire meglio
quello che abbiamo dentro e di apprezzare di più il tempo, perché
riflettere bene su ciò che si prova permette di rallentare e
prenderci il tempo di cui abbiamo bisogno.
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