Buongiorno pensatori!!
Oggi arrivo, in super ritardo, con il mio pensiero sul libro letto ad aprile
2022 con il gruppo di lettura Book Recover Group.
Qui trovate tutte le informazioni!
In quel mese è stato il turno di Sara al tramonto, primo volume
de Le indagini di Sara di Maurizio De Giovanni composta da:
Qui trovate la serie in continuo aggiornamento.
La storia parla appunto di Sara, una donna di mezza età, in pensione, ex
agente segreto. Aveva scelto di smettere ed era decisa a non tornare, ma le
cose sono cambiate, la sua vecchia squadra non può più agire come quando ci
lavorava lei, quindi l'unico modo per salvare la vita della piccola Beatrice è
agire nell'ombra, al di fuori della legge, in una corsa contro il tempo. Sara
riuscirà a salvare la piccola Beatrice o le perdite che ha subito le
impediranno di continuare a svolgere il lavoro di una vita?
La mia opinione
Giunta alla fine devo ammettere di essere rimasta un po' delusa… i personaggi
sono belli, la storia è carina anche perché se non mi avesse preso non l'avrei
finita, ma sono rimasta delusa dal finale.
Probabilmente sono partita con qualche pregiudizio aspettandomi un giallo in
stile poliziesco, quindi con la solita indagine a cielo aperto e una lista di
sospettati che mano a mano sarebbe diminuita. Quando ho scoperto invece che
sarebbe stato più in ambito spionistico ho apprezzato molto. La lettura del
volto, dei movimenti e dei comportamenti è un aspetto che mi ha sempre
incuriosito e, se da una parte mi ha fatto apprezzare di più questa storia
spionistica, dall'altra avrei voluto vederlo maggiormente approfondito. Nel
senso che sono poche volte in cui Sara dice quali gesti le hanno fatto capire
se la persona stava mentendo o meno, poi è diventato un "fidati di me".
Questo è solo uno degli aspetti che non mi hanno fatto amare la protagonista.
Ero felice di leggere di un personaggio femminile scritto da un autore, ma ci
sono vari aspetti che non mi convincono. Sara di aspetto è carina ma non al
punto da essere notata, perché lei stessa non vuole essere notata e cerca
quasi di annullarsi, anche esteticamente. Mentre dall'altra parte abbiamo la
rappresentazione di donne come l'infermiera o Teresa (volgari e seducenti) poi
abbiamo Viola e Dalinda (problemi con la famiglia quindi immature). Non ho
apprezzato particolarmente queste rappresentazioni.
Altro argomento preponderante nella vita di Sara è stata la sua relazione con
Massimiliano, una relazione su cui non mi voglio dilungare per non fare
spoiler, ma tossica e di dipendenza emotiva da parte di lei. Rimane però un
punto saldo grazie alla sua tenacia e alle sue capacità professionali.
Parlando degli altri personaggi mi è piaciuta questa squadra un po'
raffazzonata di spie. Con quasi tutti è molto facile empatizzare e ci si
affeziona per le loro vite infelici, in cui si vorrebbe vedere un
miglioramento.
Ho apprezzato lo scetticismo di Pardo, in parte perché effettivamente esistono
delle persone scettiche su tutto quello che è la lettura delle espressioni, ma
anche perché è il personaggio un po' inetto che fa ridere. Le sue frecciatine
poco furbe sono quelle che mi hanno fatto ridere di più.
«Ho visto uscire la moglie di Gianpiero Molfino. Doriana, giusto?»
«Esatto.»
«Accompagnava Bea a scuola. Molto interessante.»
«E che ci sarebbe di tanto speciale in una che porta… Ah, certo: le
espressioni del viso, l'andatura, Saturno nel quadrante…»
Pag. 131
Anche se come personaggio rimane quello che mi confonde di più. È
rappresentato come lo smidollato che sperava di farcela con le donne, quando
invece non riesce nemmeno a farsi rispettare dal suo cane. Si vede che ha
sempre puntato a donne non adatte a lui probabilmente molto più materialiste,
con pochi sentimenti per la famiglia, magari spaventate all'idea di un impegno
serio e duraturo. Si intravede il suo aspetto un po' più premuroso mal
espresso proprio a causa di come vorrebbe apparire, ma manca di carattere, non
è dominate e non ha ancora capito che può farsi rispettare anche con il suo
carattere più docile. Nell'affrontare l'autista ha tirato fuori un carattere
forte, che forse manifesta solo durante il lavoro perché l'addestramento e gli
anni di lavoro gli hanno insegnato questo, ma non lo applica negli ambiti
della sua vita.
Viola è molto simile a Dalinda. Nel tentativo di "scappare" da una famiglia
che non apprezzano si sono ridotte a una vita insoddisfacente. Viola sembra
quasi che il bambino lo voglia tenere più per fare un dispetto a sua madre che
per amore, infatti all'inizio il soprannome Alien non è molto affettivo. Si
capisce che avrebbe voluto altro dalla vita. Alla fine però è impossibile non
affezionarsi anche a lei.
Mi è dispiaciuto che ci siano stati pochi riferimenti alla città, perché che
la storia sia ambientata in una città vera o fittizia secondo me è giusto
descriverla per permettere al lettore di orientarsi un po', di immaginarsi
l'ambiente per comprendere meglio i personaggi. Questo è mancato. Sono
riuscita ad immaginare solo il bar, o solo il parco, inoltre teoricamente casa
di Sara, casa di Pardo e il parco sono vicini, ma non riesco ad immaginare
bene come.
In conclusione
Il giallo non è stato eccessivamente complesso, si poteva intuire fin da
subito il colpevole e il finale mi è sembrato raffazzonato e frettoloso.
Sarei tentata di andare avanti solo per sapere se i personaggi principali
riusciranno ad avere qualche gioia (shippo Davide e Viola) ma la storia non mi
ha preso al punto da dire "sì continuo".
Voi cosa ne pensate? Avete letto qualcosa di questo autore? È così anche nelle
altre sue opere?
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