Oltre. Fino all'ultimo respiro, come anticipato nel post dedicato, è il seguito di
Oltre. E mentre nel primo post cerco di spiegare i motivi per cui è una valida lettura, in questo caso parto con un avviso: NON LEGGETE QUESTA DUOLOGIA SE NON SIETE EMOTIVAMENTE STABILI.
Io ho fatto lo sbaglio di leggerla dopo aver finito la serie Divergent (chi sa capisce) e ne sono uscita distrutta.
Il libro è ambientato quattro anni dopo la fine del primo, però c'è continuità, non si tratta di un salto netto nel tempo ma nei primi capitoli riusciamo a capire che cosa sia successo nell'arco di questi quattro anni. La storia vera e propria inizia al quinto capitolo intitolato "Primo Marzo", nuovo aspetto di questo libro rispetto al primo. Mentre nel primo i giorni si focalizzano sull'arrivo di Vaol nel Limbo, nel seguito continua la stessa tipologia di titoli, e di capitoli, ma lo scorrere dei mesi, rende molto più semplice riuscire a stare dietro al tempo che scorre, come è per i personaggi della storia. La loro vita è cambiata e così la loro percezione del tempo. A
inizio libro, dopo circa un centinaio di pagine, in realtà c'è un colpo
di scena che per chi come legge questo spesso genere può risultare un
po' scontato, ma questo non è stato comunque sufficiente a risparmiarmi
lo shock perché è davvero troppo da sostenere. Quando ci sono arrivata
ho appoggiato il libro, mi sono messa le mani in faccia e mi è sorto il
dubbio se continuare o meno, non mi sentivo emotivamente pronta ad
andare avanti. L'altro aspetto che ho apprezzato molto, è un aspetto che nel primo libro non mi era piaciuto, ovvero una maggiore omogeneità nei capitoli. Non c'è più uno stacco netto tra una situazione e l'altra e le transizioni vengono gestite in maniera molto più lineare. Altro dettaglio che non mi sarei aspettata: Vaol non sarà più l'unica a raccontare, non ci saranno più tutti i capitoli raccontati dal suo punto di vista ma ci saranno alcuni capitoli raccontati da altri personaggi e fidatevi non sarete pront* quando ci arriverete.
Detto questo il libro è piaciuto davvero davvero tanto. Mi pento di averlo finito così in fretta, ma è diventato una droga, ciò che mi ha fatto uscire dal bookhangover di Divergent per farmi entrare nel suo.
È una storia che fa provare sentimenti forti, perché con le giuste parole ti rende protagonista e ti fa provare quello che sente la protagonista, tutte le sconfitte e le vittorie ti entrano sotto pelle.
La fine non era come me la sarei aspettata, perché la mia logica voleva un'altra fine, ma in fondo sono sottona, quindi il finale è stato strepitoso. Appena finito di leggere sono rimasta senza parole, perché ero travolta dall'emozione esattamente come Vaol.
Questo libro è potente, coinvolgente... Ci sono vari libri che mi sono piaciuti o ho amato, ma nessuno come questo mi ha fatto provare amore e odio tanto quanto ne prova la protagonista, e tutto questo per merito di una scrittrice che riesce a trovare le esatte parole per farti diventare un tutt'uno con Vaol.
La mia non è una recensione, è un puro commento personale, secondo i miei gusti e le mie esperienze.
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