Recap 2024 Settembre

Ciao pensatori, per molte persone il "nuovo inizio" coincide con gennaio, l'inizio dell'anno solare. Altre persone però rimangono inevitabilmente influenzate dagli anni scolastici, complici le ferie estive, e vedono settembre come un punto di partenza per i nuovi obiettivi. Così colgo l'occasione per fare un recap delle mie letture da gennaio ad agosto 2024! Il mio obiettivo di lettura è sempre di 36 libri l'anno (semplicemente perché 36 / 12 = 3). Come al solito sono indietro sulla tabella di marcia, ma non ne faccio un problema. La lettura non è una competizione a chi legge di più, mi piace però tenere traccia di quello che leggo per fare un'analisi mia. Se leggo poco, spesso significa che ho altri pensieri per la testa. Durante febbraio e marzo, ad esempio, mentre scrivevo la tesi, le letture sono passate in secondo piano, e un blocco del lettore ha rallentato ulteriorme...

Eravamo solo bambini

In questi giorni due storie diverse mi hanno portato allo stesso pensiero.
Come siamo diventati quello che siamo oggi? Ed è merito (colpa) nostra o di chi ci ha creato?

La storia del mostro di Frankenstein ti porta inizialmente a pensare che sia solo colpa del suo creatore, lui gli ha dato la vita, la capacità di intendere e di volere, ma quando è diventato un assasino di chi è diventata la responsabilità?
Victor Frankestein preso dalla foga e dalla smania di apprendere, di governare le leggi della natura ma soprattutto preso dalla passione per le materie che tanto ama, decide di trovare ad ogni costo il modo di ridare vita alla materia inanimata. Lo tiene nascosto, non ne parla con nessuno nemmeno dopo aver raggiunto il successo. Non impiega poco tempo, come può accadere durante un rapporto sessuale (metodo più diffuso per concepire la vita), ma allo stesso tempo preso dalla foga e dalla passione per ciò che sta facendo non pensa minimamente alle conseguenze dalla sua scelta. Inoltre, quando arriva il momento di affrontare le proprie responsabilità fugge spaventato e nega l'evidenza, si comporta come se nulla fosse accaduto. Per questo motivo il mostro viene completamente abbandonato, in un mondo pieno di cattiverie e pregiudizi. Quindi il mostro è nato tale o lo è diventato?

Da qualche tempo ho iniziato a guardare Daredevil con il mio ragazzo e arrivati alle puntata 1x07 si ha finalmente la possibilità di conoscere meglio la storia del villain della serie. Quindi il mio ragazzo mi fa "si scopre che in principio non era ricco, era solo un bambino" e lì d'istinto gli ho risposto "eravamo tutti solo bambini". Il villain è nato tale o lo è diventato?

Non sono qui per fare un discorso di etica per dire cosa è giusto e cosa non lo è, però tutto questo mi ha fatto riflettere. Un po' sul mio breve vissuto, un po' su quello delle persone che mi circondano. L'età media è giovane, si tratta di miei coetanei, ma siamo tutti profondamente diversi nonostante abitiamo tutti vicini, molti hanno fatto le mie stesse scuole e frequentato le stesse persone.

Quando nasciamo una piccola parte di noi è già definita, mentre il resto si forma in base a quello che ci accade. Come dice la psicologia c'è una parte di noi innata che ci caratterizza fin da piccoli, l'essere socievoli o timidi, la testardaggine o la spensieratezza. Dopo di che alcune caratteristiche ci accomunano in base all'età, ma nel profondo siamo completamente diversi e una stessa situazione due persone diverse la affrontano in maniera totalmente diversa.
Le caratteristiche che ci contraddistinguono modificano il nostro modo di agire e di pensare, quello che ci accade nella vita, le persone che conosciamo o che non abbiamo l'opportunità di conoscere cambiano il corso della nostra vita e delle nostre idee. Quello che vorrei farti capire è che questo non ti limita, non completamente. Devi cercare di prendere il bello da quello che ti capita, di adattarti alle situazioni in modo che ti portino un vantaggio piuttosto che uno svantaggio e anche se non sempre è possibile, devi provare per arrivare ad essere soddisfatto di te stesso.


Personalmente ho fatto questo pensiero e confrontandomi con quello che vedo intorno a me sono abbastanza soddisfatta di me stessa, non perché sia perfetta, sono molto lontana dall'esserlo, ma non vorrei avere la vita di altri, anche se la loro può sembrare più leggera. Non la voglio perché non so davvero cosa abbiano passato, ma soprattutto perché se non avessi affrontato ogni singolo aspetto della mia vita così com'è andata non sarei diventata ciò che sono oggi. Sarei stata qualcosa di diverso e non so se mi sarei piaciuta.

Eravamo bambini che sono cresciuti, ma proprio perché ora siamo più grandi possiamo scegliere.

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